| Lisson Gallery apre a Milano |
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È una delle gallerie d’arte contemporanea più importanti di Londra e, senza esagerazioni, può essere inscritta nella top ten delle "best of the world". La Lisson Gallery, spazio espositivo che ha alle spalle oltre quattro decenni di attività, ha deciso di aprire la prima galleria internazionale proprio a Milano, a pochi passi dal Cenacolo di Leonardo, in Via Zenale, 3. Come location un palazzo dei primi del ‘900, adiacente al rinascimentale Palazzo degli Atellani: residenza privata della famiglia Castellini, che ha concesso l’uso dei giardini privati per eventuali opere scultoree e installazioni.
I milanesi, ma anche tutti gli appassionati d’arte nostrani, accoglieranno la nuova galleria con molto entusiasmo, visto che questo nuovo spazio farà si che in Italia circolino artisti del calibro di Marina Abramovic, Daniel Buren, Tony Gragg, Santiago Sierra e Anish Kapoor, solo per citarne alcuni. Come mostra inaugurale, il fondatore e direttore della Lisson Gallery, Nicholas Logsdail, e Annette Hofmann, la direttrice artistica del nuovo spazio milanese, hanno deciso per una collettiva curata da Ryan Gander, I know about creative block and I know not to call it by name, visitabile dal 16 settembre al 5 novembre (l'opening, aperta al pubblico, è invece il 15 settembre, dalle 6 alle 9pm). I nomi non potevano che essere quelli della scuderia londinese: Allora & Calzadilla, Cory Arcangel, Art & Language, Gerard Byrne, Spencer Finch, Haroon Mirza, Jonathan Monk, Giulio Paolini e Lawrence Weiner. I temi della mostra ruotano attorno all’atto creativo e al suo manifestarsi come opera concreta e visibile. A proposito della mostra, spiega il curatore: “L’ispirazione di un artista spesso richiede l’assenza di attività così come il mantenersi occupato. Quante volte abbiamo sentito luoghi comuni sulla complessità compositiva di un quadro o sull’eccessiva revisione di un testo, così come di un concetto reso incomprensibile dalla macchinosità del suo stesso significato. Spesso l’ispirazione appare proprio quando ci fermiamo e ci allontaniamo, facciamo un giro in macchina, stiamo seduti fonte: http://www.vogue.it/uomo-vogue/news/2011/09/lisson |
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